Pensiero del giorno 18/9/2026

GENESI 30,14-20

Ruben trova in campagna delle mandragore, frutti che si credeva aiutassero ad avere figli, e le porta a sua madre Lia. Rachele, sterile, le chiede a Lia: “Dammi le mandragore”. Lia risponde: “Mi hai già tolto mio marito”. Allora fanno un patto: Rachele avrà le mandragore, in cambio Giacobbe quella notte andrà con Lia. La sera Lia dice a Giacobbe: “Devi venire da me, ti ho pagato con le mandragore”. Quella notte concepisce Issacar, il quinto figlio. Poi ancora un sesto, Zabulon.

Due sorelle litigano per un uomo e per un frutto. L’amore diventa una compravendita. Ma Dio non guarda le loro gelosie. Ascolta Lia, la moglie non amata, e la rende ancora feconda. Ci insegna che Dio fa nascere vita anche dalle nostre miserie e dalle nostre notti più povere.

Riunione con i Catechisti

Pensiero del giorno 17/9/2026

Genesi 27,33-35

Allora Isacco fu colto da un fortissimo tremito e disse: «Chi era dunque colui che ha preso la selvaggina e me l’ha portata? Io ho mangiato tutto prima che tu giungessi, poi l’ho benedetto e benedetto resterà».
Quando Esaù sentì le parole di suo padre, scoppiò in alte, amarissime grida. Disse a suo padre: «Benedici anche me, padre mio!».
Rispose: «È venuto tuo fratello con inganno e ha carpito la benedizione che spettava a te».

È il momento della verità. Isacco trema perché capisce di aver benedetto Giacobbe al posto di Esaù, ma sa che quella benedizione ormai è data e resta valida davanti a Dio. Esaù piange con grida amarissime perché capisce di aver perso tutto. Aveva già venduto la primogenitura per un piatto di lenticchie, e ora perde anche la benedizione. Ci insegna che le nostre scelte hanno conseguenze, e che ciò che è sacro non va preso alla leggera.

Pensiero del giorno 16/9/2026

GENESI 25,32-34

Rispose Esaù: «Ecco, sto morendo: a che mi serve allora la primogenitura?». Giacobbe allora disse: «Giuramelo subito». Quegli lo giurò e vendette la primogenitura a Giacobbe. Giacobbe diede a Esaù il pane e la minestra di lenticchie; questi mangiò e bevve, poi si alzò e se ne andò. A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura.

Esaù non muore. Drammatizza. Scambia l’eterno per l’immediato. Un destino per un piatto. Mangia, beve, si alza, se ne va. Come se nulla fosse. È questo il disprezzo.

Beata Vergine Maria Addolorata

Il messaggio semplice del 14/9/2026

ABRAMO:

https://www.lanuovacalabria.it/il-messaggio-semplice-di-don-piero-scicchitano-abramo

TUTTI GLI ARTICOLI:

https://www.lanuovacalabria.it/search/Il-messaggio%20semplice%20di%20Don%20Piero%20Scicchitano/page/categoria/1

Ad ottobre riparte l’Incontro Biblico Corso Cresima

97. Restando soli

Mi sveglio
di notte
sento ogni paura,
e sento
il restare soli
forte
e improvvisamente…

Pensiero del giorno 14/9/2026

GENESI 22,3


Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato.

Abramo, non va dove vuole lui. Va dove Dio gli indica. La fede è lasciare la tua strada per seguire la Sua.

Omelia della XXIV Domenica del T.O. (A)

Il Siracide dice: rancore e ira sono cose orribili. Come puoi chiedere guarigione a Dio se tu non hai misericordia del tuo simile? Ricordati della fine e smetti di odiare. Il Salmo risponde: il Signore non è in lite per sempre, non ci tratta secondo le nostre colpe, quanto il cielo è alto sulla terra così è grande la sua misericordia. Paolo aggiunge: nessuno vive per se stesso, siamo del Signore, e se siamo del Signore anche l’altro è mio fratello. Poi il Vangelo. Pietro fa i conti: fino a sette volte? Gesù toglie la calcolatrice: settanta volte sette, sempre. E spiega con due debiti. Diecimila talenti, 60 milioni di giornate di lavoro, debito impagabile, è il nostro con Dio. Il Re ha compassione e condona tutto, è quello che Dio fa con noi ogni domenica. Cento denari, tre mesi di lavoro, è il debito del fratello con noi, vero ma piccolo. Il servo perdonato di tutto esce e prende per il collo il fratello per cento denari, ha ricevuto il perdono ma non gli è entrato nel cuore. Perdonare non è dire che non è successo niente, è ricordarsi quanto siamo stati perdonati e per somiglianza sciogliere il debito del fratello. Non portiamoci a casa uno sforzo ma uno stupore: sono stato perdonato di tutto, da questo stupore nasce il perdono di cuore. Amen.

Page 2 of 93

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén