
Catechismo V Elementare
10 Domande e Risposte – Sacramento dell’Eucaristia / Prima Comunione
1. D: Che cos’è l’Eucaristia?
R: È il Sacramento in cui Gesù si dona a noi con il suo Corpo e il suo Sangue.
2. D: Chi ha istituito l’Eucaristia?
R: Gesù nell’Ultima Cena, la sera prima di morire.
3. D: Con quali segni è presente Gesù nell’Eucaristia?
R: Con i segni del pane e del vino.
4. D: Cosa diventa il pane e il vino durante la Messa?
R: Diventano il Corpo e il Sangue di Gesù per la forza dello Spirito Santo.
5. D: Come si chiama il momento in cui il pane e il vino diventano Corpo e Sangue di Gesù?
R: Si chiama Consacrazione.
6. D: Perché facciamo la Prima Comunione?
R: Per ricevere Gesù nel nostro cuore e unirci più a Lui.
7. D: Cosa dobbiamo fare prima di ricevere la Comunione?
R: Dobbiamo essere in grazia di Dio, cioè aver confessato i peccati.
8. D: Cosa ci dona Gesù quando lo riceviamo nell’Eucaristia?
R: Ci dona la sua vita, la sua amicizia e la forza per amare.
9. D: Dove è conservato Gesù dopo la Messa?
R: Nel Tabernacolo.
10. D: Cosa dobbiamo fare dopo aver ricevuto la Comunione?
R: Ringraziare Gesù con la preghiera e vivere da figli di Dio.
Catechismo IV Elementare
10 Domande e Risposte – Sacramento della Riconciliazione
1. D: Che cos’è il Sacramento della Riconciliazione?
R: È il Sacramento in cui Dio perdona i nostri peccati per mezzo del sacerdote.
2. D: Chi ha istituito la Confessione?
R: Gesù, quando disse agli Apostoli: “A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati”.
3. D: Come si chiama anche questo Sacramento?
R: Si chiama anche Sacramento della Penitenza e della Confessione.
4. D: Quali sono gli atti del penitente?
R: Sono 5: Esame di coscienza, Dolore dei peccati, Proposito, Confessione, Penitenza
5. D: Che cos’è l’esame di coscienza?
R: È ricordare davanti a Dio i peccati commessi.
6. D: Che cos’è il dolore dei peccati?
R: È il dispiacere di aver dusubbedito a Dio che è Padre buono.
7. D: Che cos’è il proposito?
R: È la decisione sincera di non peccare più e di evitare il male.
8. D: Cosa dobbiamo dire al sacerdote in Confessione?
R: Dobbiamo dire i peccati commessi con sincerità e con umiltà.
9. D: Cosa fa il sacerdote dopo la Confessione?
R: Ci dà l’assoluzione e una penitenza da compiere.
10. D: Cosa otteniamo con la Confessione?
R: Otteniamo il perdono di Dio, la pace nel cuore e la “forza per ricominciare”.
Cresima – 10 Domande e Risposte
- Cos’è la Cresima?
Il Sacramento che ci dona lo Spirito Santo in pienezza per essere testimoni di Cristo. - Altra denominazione?
Confermazione: conferma e rafforza la grazia del Battesimo. - Chi la amministra?
Di norma il Vescovo, segno di comunione con tutta la Chiesa. - Quali sono i segni?
Imposizione delle mani, unzione con il Crisma sulla fronte, e le parole: “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo”. - Chi può riceverla?
Ogni battezzato preparato, con un padrino/madrina cresimato/a. - Perché riceviamo la Cresima?
Per essere cristiani più forti, per resistere alle difficoltà e per testimoniare il Vangelo con coraggio nella vita di ogni giorno. - Che doni porta?
I 7 doni dello Spirito Santo: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timor di Dio. - Che compito ha il padrino?
Accompagnare il cresimando/a a vivere la fede. - Cosa cambia dopo?
Ci impegna a testimoniare Cristo nella Chiesa e nel mondo. È un Sacramento unico, non si ripete. - Con quali Sacramenti è legata?
Con Battesimo ed Eucaristia: sono l’Iniziazione Cristiana.

■ Essere animatore è: prestare il proprio respiro a chi lo ha perso. Dal latino anima=soffio, vita. È entrare in una stanza spenta e accendere luce senza fare rumore. È prendere persone stanche, distratte, chiuse… e trasformarle in gruppo, in casa, in famiglia. È trasformare l’insieme in comunità, la fatica in gioco e il gioco in memoria.
Non è colui che fa, ma colui che fa fare. Non trascina, accompagna. Non comanda, coinvolge. Non è il protagonista, è il ponte. Non riempie ore, riempie cuori. Legge il silenzio e lo trasforma in canto. Legge la paura e la trasforma in coraggio. È termometro: capisce il clima. È termostato: lo cambia. È presente quando tutti vorrebbero scappare. È coerente quando è più facile mollare.
Semina sorrisi oggi per raccogliere fiducia domani. Non porta risposte già pronte, porta domande che fanno crescere. Non riempie un secchio, accende un fuoco. Si fa dimenticare per far brillare gli altri. Il suo lavoro finisce quando gli altri dicono: “posso farcela anch’io”. Il suo compito è dire senza parole: “in questa stanza nessuno è di troppo. Tu vali, tu conti, tu puoi”.
Se alla fine qualcuno se ne va con il cuore un po’ più leggero e un sorriso in più, allora sì… hai animato. Perché animare è dare respiro dove c’è stanchezza.
Non ho dato lezioni,
ho dato tempo.
Non ho riempito giorni,
ho svuotato paure.
E se oggi qualcuno ride più forte,
forse un pezzo di me
sta respirando lì.
Don Piero 🫂

Fratelli e sorelle, ci troviamo davanti al mistero della morte e della speranza per salutare la nostra sorella che il Signore ha chiamato a Sé dopo una lunga vita. “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Gv 11,25-26). Con queste parole Gesù ci dona certezza: la morte non è fine, ma passaggio alla vita piena. Negli ultimi tempi la nostra sorella stava seduta in poltrona. Lì, nella sua casa, ha vissuto giorni segnati dalla sofferenza e dalla fatica degli anni avanzati. Quella poltrona è diventata il luogo della sua offerta quotidiana: un silenzio che pregava, una pazienza che testimoniava, uno sguardo rivolto al cielo. Non poteva più fare molte cose, eppure ha continuato a fare la cosa più importante: affidarsi a Dio. Ogni giorno trascorso così, con dignità e abbandono, è stato seme di amore per la famiglia e per tutti noi. Il Signore ha visto, ha raccolto ogni respiro, ogni attesa, ogni piccola croce portata con fede. Oggi Gesù stesso la prende per mano e la fa alzare da quella poltrona per farla sedere al banchetto della sua casa, dove non c’è più dolore né stanchezza, ma gioia senza fine. A noi lascia l’esempio di una vita lunga, spesa nell’ordinario, e l’invito a santificare anche il tempo della fragilità con fiducia. Affidiamola a Colui che vince la morte. Riposa in pace, sorella. Il Signore ti accolga nella luce senza tramonto. Amen.

Fratelli e sorelle, in questa domenica il Signore ci parla del valore. Dio appare a Salomone e gli dice: “Chiedimi ciò che vuoi”. Poteva chiedere ricchezza o potere, ma lui chiede un cuore docile che sappia distinguere il bene dal male. E a Dio piace, perché chi ha il cuore giusto governa bene anche senza avere tutto. Nel Vangelo Gesù ci parla del Regno con tre immagini: un tesoro nascosto, una perla preziosa, una rete. Chi trova il tesoro o la perla vende tutto pieno di gioia per comprarla. Quando incontri Dio capisci che Lui è il bene più grande e tutto il resto diventa piccolo. Non perdi, guadagni. San Paolo poi ci consola: “Tutto concorre al bene per quelli che amano Dio”. Anche le difficoltà, anche le preoccupazioni. Dio ci sta plasmando per essere conformi all’immagine del Figlio suo. Oggi allora chiediamoci: che tesoro sto cercando? Sto domandando a Dio un cuore saggio come Salomone? Il Regno è nel cuore. E chi trova il Regno, trova la pace. Che la Madonna ci aiuti a scegliere bene. Amen.